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Sostegno a distanza "adozioni a distanza" |
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Si è consolidata ed è in continua espansione una nuova forma di solidarietà che è definita in diversi modi: adozioni a distanza, affido a distanza,adozione scolastica a distanza, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione.... Pur essendo ogni organizzazione libera di utilizzare la denominazione ritenuta idonea, il termine scelto convenzionalmente è : SOSTEGNO A DISTANZA usato ora nella Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza sottoscritto anche dal CAM SAFA. Tale carta si ispira alle norme dello Stato Italiano e dei principi
contenuti nei seguenti documenti: - Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo, 1948 - Convenzione Internazionale sui diritti
dellInfanzia (1989) - Convenzioni dellOrganizzazione Internazionale del Lavoro, (1973 e 1999) - Legge italiana contro la prostituzione minorile, (1998) Ancora oggi milioni di esseri umani, in particolare bambini, muoiono ogni anno per denutrizione, causa prima delle malattie. La scolarizzazione è privilegio di pochi (in Burkina Faso è molto bassa). Il livello di vita rende impossibile un miglioramento senza un apporto dall'esterno. Il sostegno a distanza o "adozione a distanza" è una risposta adeguata a tali situazioni. La parola "adozione" richiama immediatamente i termini: genitori-figli. Quella che vi proponiamo non è un'adozione vera a propria, in senso giuridico e legale. E' sostegno a distanza, con il quale ci si fa carico di un bambino, di un ragazzo, aiutandolo ad uscire dalla miseria, ad acquisire un'istruzione, a costruirsi un avvenire dignitoso là dove Dio l'ha chiamato alla vita. Un bambino dell'Africa se venisse portato nelle nostre famiglie sarebbe oggetto di tutte le attenzioni, avrebbe anche affetto, ma noi pensiamo che quasi sempre sarebbe uno "sradicato" e non potrebbe poi agire efficacemente per lo sviluppo ed il miglioramento sociale del suo paese natio. Sappiamo tutti che l'istruzione è il primo ed indispensabile passo verso uno sviluppo sociale e tecnologico. Con il sostegno a distanza diamo la possibilità ad un bambino di sopravvivere, di frequentare una scuola e studiare nella sua terra. Il ragazzo non sarà staccato dalla sua famiglia, dalle sue tradizioni. Migliorerà la sua cultura restando tra la sua gente di cui continuerà ad imparare ed a conoscere usi e costumi. Azioni di sostegno a distanza
Per maggiori informazioni contattare:
Testimonianza Mi chiamo Clarisse e sono una ragazzina di 13 anni che vive a Nanorò, un comune del Burkina Faso che si trova a nord-ovest e a circa 100 Km dalla capitale Ouagadougou. La mia famiglia è composta di sette persone: il papà, la mamma, una sorella di 20 anni che non vive più con noi perché si è sposata ed è andata ad abitare nel villaggio di suo marito, tre fratelli di 17, 8 e 4 anni. Noi abitiamo in tre capanne di terra con il tetto di paglia vicino al villaggio dei fratelli di mio papà. Io sono stata battezzata quando avevo 6 anni, invece i miei fratelli più piccoli e i miei genitori sono stati battezzati, tutti assieme, quattro anni fa; mio fratello più grande non ne vuole sapere. Il lavoro di mio papà sarebbe il muratore, ma non avendo un’occupazione continuativa, si adatta a fare qualsiasi tipo di lavoro anche ad aiutare la mamma nell’orto coltivando: fagiolini, pomodori, cipolle, carote che dopo vendono al mercato ricavando qualche cosa, tanto da poter permetterci una vita meno povera. Frequento con buoni risultati la seconda media che, mi è stato detto, è come la vostra terza media; mio fratello di otto anni frequenta la terza elementare mentre il più piccolo è a casa; quello più grande è un po’ il pensiero dei miei genitori perché ha voglia di far niente. Quest’anno avrò gli esami e poi dovrò scegliere che cosa fare. Fin qui sono arrivata anche grazie ad un contributo per "Adozioni a Distanza" dei Fratelli della Sacra Famiglia che qui a Nanorò hanno creato dal nulla una scuola elementare, una scuola media ed un liceo agrario. Chi pensa di andare avanti nello studio deve continuare con due anni di liceo e poi scegliere la specializzazione con altri tre anni di scuola. A me piacerebbe fare l’infermiera (veramente mi piacerebbe fare il medico, ma è solo un sogno assurdo perché troppo lontano dalle mie possibilità) e spero, per continuare, di avere ancora il contributo delle adozioni. Dopo due anni di liceo per fare il corso di infermiera dovrò recarmi in capitale dove la Congregazione dei Padri Camiliani ha un ospedale e anche una scuola per infermieri. Un grosso pensiero, però, mi accompagna da un po’ di tempo: riuscirò a diventare infermiera, riuscirò ad avere gli aiuti necessari completare gli studi, io la buona volontà ce la metto, ma non basta e dopo… riuscirò a trovare un posto di lavoro, riuscirò a lavorare all’ospedale dei Padri Camiliani di Nanorò e così aiutare la mia gente (questa sarebbe la mia più grande passione), sarò attratta dai soldi e così emigrare verso la Costa d’Avorio o verso la lontana Europa, quale sarà il mio futuro?! Ringrazio tutti voi per avermi dato la possibilità di parlare di me, delle mie aspettative e dei miei pensieri, grazie a tutte quelle persone che con le "Adozioni a Distanza" ci aiutano negli studi. Grazie ancora .- Clarisse
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